Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 27 Gennaio 2022

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La lampada va sotto il moggio o sotto il letto? Bella domanda. Per rispondere a questa, però, dobbiamo prima farcene un’altra: si può sapere che cos’è un moggio? La cosa che ci viene spontanea è cercare su Google, che ci risponde che Moggio è un comune in provincia di Lecco. Può darsi che Gesù si stia riferendo alla città lombarda? No: ai suoi tempi la Lombardia non esisteva, figurarsi Moggio (LE).

Il mistero si infittisce.

Continuando a leggere si scopre che il moggio è anche un enorme contenitore per grano e affini. Ecco, questa definizione ci potrebbe aiutare a rispondere. La lampada non va né sotto il moggio né sotto il letto, perché oscurerebbero la luce che emette. Il Vangelo ci mette davanti a una terza possibilità, il candelabro, la risposta corretta: la lampada la mettiamo là dove può fare più luce. Se ai tempi di Gesù questa domanda voleva essere retorica, voleva cioè metterci di fronte a una risposta allora ovvia, oggi non è più così, perché non sappiamo bene di cosa si stia parlando.

Qual è, allora, il mio posto nella Chiesa e nella società? Come posso risolvere un problema che mi porto dietro da tempo? La risposta riguarda proprio il moggio: finché non mi darò il tempo di cercare e dare nome ai miei doni, ai miei limiti, non saprò se la lampada va sopra o sotto il moggio, cioè non saprò come giocare i talenti che ho, semplicemente perché non so quali sono!

Inoltre, finché non mi darò il tempo di conoscere la realtà ecclesiale e sociale intorno a me, capirne le potenzialità e i punti deboli non saprò dove c’è bisogno di me e continuerò a lamentarmi che il Signore non mi mostra la strada o non mi dice cosa vuole.

Chiediamo la grazia e la pazienza di conoscere i “moggi” della nostra vita.

Leonardo Vezzani SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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