Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 27 Dicembre 2019

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A brevissima distanza dal Natale, una scena che non ci aspetteremmo di trovare in questo periodo. Sembra quasi fuori luogo. Eppure è tra la Natività e la Resurrezione che si svolge la vita di Gesù – e questa stranezza ci permette di dire una cosa importante: la salvezza il Signore ce la porta attraverso la sua vita.

A volte ci rifugiamo nella dolcezza del bambino Gesù e ci lasciamo sfuggire la vita di scelte difficili e di fatiche che dovrà affrontare. Altre volte invece pensiamo che siamo stati salvati solo dalla sua morte, pensando sotto sotto che se non c’è sofferenza non c’è salvezza – dimenticandoci che il Signore vuole misericordia, non sacrificio.

La salvezza non si riceve perché ci sia stato un episodio in particolare, Gesù non è un mago che fa apparire cose che un attimo prima non c’erano. No, la salvezza è l’incontro con il Vivente che salva: è il sentirsi guardati da Qualcuno che mi vede come una meraviglia stupenda.

L’insistenza della Chiesa sulla meditazione della Scrittura punta proprio sulla necessità di sentire che quello che Gesù comunicava a chi incontrava è vero anche oggi per ognuno di noi.

Certo, ci sono eventi della sua vita in cui questa salvezza si comunica con più forza, ma ogni gesto di Gesù è espressione del suo desiderio di salvezza: anche nelle cose più banali, come il passare il sale a tavola, Gesù comunica lo stesso messaggio che passa con forza dalla Natività e dalla Resurrezione: “non temere, sei salvato!”.

Leonardo Vezzani SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20, 2-8   Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».   Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.   Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario –  che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.   Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Parola del Signore