Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 26 Marzo 2020 – Gv 5, 31-47

185

I giudei faticano a credere alla rivelazione di Gesù. Hanno bisogno di segni e così non vedono le opere. Rappresentano tutti noi in quei momenti in cui induriamo il nostro cuore e, come l’uomo nato cieco non vediamo. Ci irrigidiamo sulle nostre posizioni e tuteliamo i nostri sguardi rimanendo prigionieri di una visione ristretta.

Con umiltà, Gesù testimonia l’originalità di uno sguardo nuovo, testimonia la verità profonda, preesistente e viva. Gesù non è testimone di sé stesso, ma di colui che lo ha inviato, del Padre di cui è testimonianza incarnata.

Anche Giovanni Battista gli rende testimonianza attraverso la voce dell’annuncio di luce e prima di lui Mosè. Gesù è la lampada che arde e risplende, ci invita a credere alle sue parole di salvezza, a guardare a lui per avere vita, ad accoglierlo per poter riscoprire l’Amore di Dio in noi e a rimanere nel suo Amore.

Pietre Vive (Roma)


Fonte

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.