Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 26 Giugno 2021

49

Tre movimenti animano il centurione. Un movimento d’amore: prendersi cura del proprio servo, preoccuparsi per lui, desiderare che le sue sofferenze terminino.

Un movimento di umiltà: chiedere aiuto a un uomo che non si conosce e di cui non ci si sente degni. Un movimento di fede: rischiare la propria immagine, la reputazione, mettersi in cammino impiegando fatica e sudore, per qualcuno di cui ci hanno raccontato la grandezza. Sarà vero? Questi tre movimenti sono legati tra loro e singolarmente sono impossibili. L’amore vuole umiltà e fede. L’umiltà vuole fede e amore. La fede vuole amore e umiltà.

Il centurione decide di camminare verso Gesù, di mettere in gioco sé stesso per una parola del Signore. Lui è già salvato nel momento del primo passo, il Regno è già presso di lui, partecipa già al banchetto con Abramo, Isacco e Giacobbe. Il Regno, infatti, non è l’attesa di un futuro da guadagnare.

È un modo di stare nella vita, che vuole i tre movimenti di amore, umiltà e fede danzare tra loro, intrecciarsi per dare forma ad ogni passo che facciamo. Continuiamo a camminare con e verso il Signore.

Pietre Vive (Roma)


Continua a leggere gli altri approfondimenti del giorno sul sito

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

Articolo precedenteMonastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 26 Giugno 2021
Articolo successivoPer la Famiglia – Breve commento al Vangelo di oggi, 26 Giugno 2021