Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 26 Aprile 2020

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Un cammino, una strada segnata da un punto di inizio a uno di arrivo: Gerusalemme ed Emmaus. La prima rappresenta per i discepoli il luogo della delusione, della sconfitta, della tristezza, della paura, del fallimento. La seconda, invece, ricorda un’antica vittoria di Israele, cui rappresenta il luogo dei ricordi felici e gioiosi di un tempo… quando siamo tristi ci rifugiamo nei ricordi del passato. E quando questo accade, Gesù si fa nostro com-pagno di viaggio, cum-panis, colui con il quale si condivide il pane. Si pone accanto a noi e ci fa parlare, per riportarci a noi stessi e al presente della nostra esistenza.

Gesù si lascia invitare a casa loro e, a tavola, i due discepoli lo riconoscono. Il gesto dello spezzare il pane e l’azione del mangiare hanno attivato in loro la tavola dei ricordi del passato e il desiderio di condivisione, in un cuore che già ardeva durante il cammino con quel compagno di viaggio. È come se fossero ritornati al piacere originario della vita. Gesù è diventato pane per noi uomini, ovvero ciò che ci permette di vivere. Ed essere pane è scegliere di condividere per moltiplicare la Bellezza, frutto dell’incontro.

Quell’incontro, quella dinamica del riconoscimento, ha suscitato un cambiamento nei discepoli che, colmi di gioia, e con il cuore in fiamme, non possono più attendere. I loro passi lenti del giorno sono sostituiti con passi veloci della notte, per tornare a Gerusalemme. Perché è così: riconosciuto, il Signore ci spinge a ritornare nella nostra vita, più consapevoli. Un continuo farsi accanto, perché dietro ogni nostra fuga c’è Lui, che si rivela compagno per riportarci a casa.

Pietre Vive (Roma)


AUTORE: Pietre Vive (Roma)
FONTE: Get up and Walk
SITO WEB: https://getupandwalk.gesuiti.it