Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 26 Agosto 2020

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Cosa spinge Gesù a voler smascherare l’ipocrisia degli scribi e dei farisei? Questi erano uomini che conoscevano molto bene la legge di Israele e la seguivano in maniera impeccabile. Perché, allora, Gesù li apostrofa come ipocriti?

L’ipocrita è colui che vive nella bugia, nella falsità, egli dà al mondo un’immagine di se stesso che non corrisponde alla verità del suo cuore. Gesù usa, per descrivere questi personaggi, l’immagine di sepolcri imbiancati.

In passato si usava imbiancare con la calce l’esterno dei sepolcri per renderli ben visibili, così che nessuno si avvicinasse, rischiando di restarne contaminato. I sepolcri bianchi sono, quindi, visibili e puliti all’apparenza – ma dentro ospitano le ossa, la morte.

Ecco cosa Gesù porta allo scoperto: l’atteggiamento di chi ama e cura la propria apparenza ma non guarda al proprio cuore, di chi appare puro all’esterno, quasi perfetto – ma nel cuore trama ogni sorta di iniquità. Perché lo sguardo sul cuore, per il Signore, è molto importante.

L’atteggiamento di Gesù, però, non è quello di un giustiziere, che si scaglia contro scribi e farisei. È piuttosto l’atteggiamento di chi, proprio per amore di questi, li mette dinnanzi alla verità del loro cuore affinché, guardando alla loro condotta, riconoscano l’ipocrisia che li abita e possano convertirsi.
Gesù ama e opera sempre per amore: oggi anche a noi chiede di guardare al nostro cuore, affinché la nostra vita possa essere vera e noi possiamo essere felici.

Pietre Vive (Roma)


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato