Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 25 Ottobre 2021

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Un’assemblea radunata ad ascoltare la Parola d’Amore donata da Dio agli uomini. In quel luogo, una donna che da tanto tempo non riesce a star dritta, cioè non può vivere secondo la sua reale “statura”. Ma è costretta, quasi naturalmente, a piegarsi davanti a tutti.

Forse anche dentro di noi ci sono dei motivi per cui non riusciamo a stare “dritti” dinanzi agli altri. Forse sono il frutto di ferite inferte, colpe personali, familiari, la cui origine spesso è lontana nel tempo e di cui spesso non abbiamo memoria. Ma il Signore conosce, vede e ci chiama. Non attende che esprimiamo il nostro disagio, a cui forse ci siamo abituati da tempo, ma offre guarigione.

Gesù tocca la donna, forse più per rassicurarla della sua vicinanza fisica e amicizia che per perfezionare il gesto taumaturgico. E difatti non tardano ad arrivare gli attacchi dei codardi, di chi non osa prendersela con il Maestro, ma non ha paura di una povera donna curva da diciotto anni!

Ma come accade alla donna, Gesù non ci lascia soli, proprio a partire dalla guarigione di questa figlia amata cerca di curare anche noi da un male ben più grave, l’ipocrisia. Quella paura originaria di non essere fatti bene che di spinge a celare i nostri volti dietro a maschere che presumiamo renderci più belli, amabili, simpatici ecc.

Così il Signore toglie a quest’uomo per bene, la maschera invitandoci oggi a non prendere le parti di quelli che in nome della legge sopprimono la vita dei figli. Aiutaci Signore a non scordare che, come afferma Simon Weil, «mettere la legge prima della persona è l’essenza della bestemmia!».

Narciso Sunda SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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