Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 25 Giugno 2020

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Oggi ci viene portato alla memoria uno dei più bei adagi ignaziani: «l’amore si mostra più nelle opere che nelle parole!». Gesù c’invita a fare la volontà del Padre, un modo di procedere sintetizzato dall’ascoltare e fare la Parola. Un amore concreto (participio passato del verbo latino latino con-crescere), siamo chiamati a fare la sua volontà facendo crescere la familiarità con Dio, lasciando che le nostre relazioni con noi stessi, con gli altri e con il creato siano armonizzate dallo stesso Spirito.

Ascoltare bellissime catechesi, meravigliose omelie sul web, leggere fantastici libri spirituali senza una sequela attiva sono fondamenta che affondano sulla sabbia. È come dire «ti amo» e poi non condividere vita, desideri, sogni ed esperienze con quella persona. È solo un’idea d’amore – ma senza carne né sangue, senza sorrisi né lacrime.

La vita che Gesù ci chiede di vivere è fuori dagli schermi e non è a portata di click! È una vita spesa nel quotidiano, nella pazienza di aspettarsi, nel non stancarsi di cercarsi e incontrarsi. Nel perdersi per essere ritrovati, perché, come ci insegnano i nostri Patriarchi, solo chi ha il coraggio di smarrirsi dietro all’amore sarà ritrovato e lo troverà davvero!

Solo allora, come Gesù, anche noi potremmo essere insegnanti autorevoli, perché è proprio vero che si diventa guide solo di quei sentieri che abbiamo osato percorrere. Perciò, così come si salutano i pellegrini sul cammino di Santiago, anche a voi rivolgo il mio più sincero Ultreya, «andiamo avanti, andiamo oltre»!

Narciso Sunda SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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