Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 23 Settembre 2019

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L’Uomo, da solo, si è da sempre adoperato e ingegnato per navigare di notte. Al buio non ci si può muovere – e fare luce non sempre è una scelta: non si tratta di scegliere se illuminare o no la nostra vita; si tratta allora di scegliere quale luce gettare sulla nostra vita, quale luce per i nostri passi.

Gesù ci propone la sua, la luce di una Parola fatta carne che rende tutto manifesto.

La lampada della Parola metterà in evidenza quelle relazioni, quelle situazioni nella nostra vita che hanno un peso, una storia. Esse, infatti, faranno ombra: la loro corporeità getterà sulla nostra vita interrogativi nuovi, che ci metteranno in cammino. Il resto si rivelerà per quello che è: un fantasma senza corpo, senza storia e quindi senza ombra. Quello che credevamo di avere, ci verrà così tolto, e quello che abbiamo assumerà i suoi colori autentici.

Chiediamo la grazia che la Parola illumini la nostra vita e faccia verità delle nostre relazioni.

Matteo Palma

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8, 16-18


In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Parola del Signore

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