Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 23 Maggio 2022

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Gesù fa uno spoiler, anticipa una serie di esperienze che avverranno: la venuta dello Spirito, la testimonianza tra le persecuzioni. Potrebbe scoraggiare. Eppure si decide per la trasparente sincerità: il progetto cui ha dato inizio può incontrare, come è accaduto a lui, incomprensioni e scontri. Le sue parole descrivono, in maniera indiretta, un paio di requisiti per la cura di un progetto che comprenda un’esperienza per me importante: l’attesa e l’impegno.

L’attesa ha il volto doppio, è un Giano bifronte. Può essere vissuta come un vortice di frustrazioni in cui misuro continuamente l’incompletezza del progetto; e su una bilancia immaginaria, costituita dal vissuto personale con cui condisco l’iniziativa, metto le mancanze mie e altrui. L’attesa, tuttavia, può essere una palestra dove mi formo, prendendomi cura di me e valorizzando le occasioni che mi si offrono lungo il presente per allargare il mio orizzonte. Un buon progetto richiede un ampio orizzonte.

Se l’attesa è un Giano bifronte, l’impegno invece è un prisma dalle molte facce. Esso si presenta come disponibilità alla novità. La vita è in continuo movimento, e con essa si modificano le iniziative. Accade talvolta che, in qualche misura, io assista alla realizzazione di un progetto, ma secondo una modalità inaspettata. L’impegno e un orizzonte abbastanza ampio mi aiutano ad accogliere questa sorta di imprevisto. Qualora io, di fronte alla novità, battessi i piedi a terra e la giudicassi sbagliata perché non corrisponde a quanto custodivo nella testa e nel cuore rischierei forse di affossare il progetto per cui lavoro.

Carmine Carano SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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