Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 22 Ottobre 2021

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Il mio corpo e la mia mente non saranno mai templi della totalità, non potranno mai affermare di possedere il tutto, la verità ultima. Il mio corpo somiglia piuttosto a uno spazio limitato: alcune esperienze le ho vissute sulla mia pelle, di altre sono stato testimone oculare, di altre ancora forse sarò testimone in futuro, di altre ho sentito parlare, magari di alcune sentirò parlare un giorno che ancora non è sorto, di qualche altra non saprò mai nulla e rimarrà per tutta la durata della mia esistenza al di fuori dell’orizzonte vitale. Rimarrà sconosciuta.
Ciò vale per tutte le esperienze, vale per l’esperienza della comprensione in particolare. Conosco e sto approfondendo alcune tematiche, magari attraverso un percorso accademico. Apprenderò delle nozioni, e alcune diventeranno ingredienti della mia cultura quando entreranno a far parte della relazione che intrattengono con il mondo. Alcune regioni dello scibile, della conoscenza, invece, non le frequenterò mai. Resterò, di fronte ad esse, ignorante.

Il corpo e la mente sembrano condannati alla parzialità: sperimentano e conoscono qualche cosa, non il tutto, mai la totalità. Sembra un fardello, una fonte di frustrazione e di incertezza perenne. Tuttavia, la parzialità può essere vista da una differente prospettiva: è il luogo della responsabilità.

Alla luce di ciò che ho compreso e sperimentato, sono in grado di prendere posizione, di collocarmi: assumere il peso e la gioia di sostenere ciò che reputo buono, bello, giusto. Non attendo la verità solennemente proclamata da un giudice anonimo e al di sopra di tutto. Mi metto d’accordo mentre sono in cammino sul sentiero della parzialità e dell’incertezza. Mi decido. Mi gioco. Mi comprometto. Mi scopro impegnato a diventare sempre più umano assumendo la responsabilità di far sentire la mia voce.

Carmine Carano SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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