Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 22 Novembre 2020

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Stiamo vivendo un tempo estenuante, faticoso, ci sembra di non poter andare avanti con la nostra vita, di dover solo attendere…
Nell’attesa, tante speranze, desideri, ma anche tante paure, smarrimenti. Abbiamo la percezione di un tempo perso, che nessuno ci restituirà, perdiamo incontri, possibilità, vita…

A volte ci sentiamo come davanti a un vicolo cieco, paralizzati: sembra quasi che non ci siano possibilità, che la mia vita stessa rischi di diventare un vicolo cieco: “dopo di me, niente”.
Rischio così di rinchiudermi in me stesso, l’altro diventa un nemico, e tutto mi e è giustificato.
Ebbene, proprio qui e ora mi viene in aiuto questo Vangelo: rimane il fatto che ciò che conta è amare.

Nessuno mi giudica per ciò che non ho fatto.

Alla luce dell’amore (con gli occhi di Cristo) mi guardo e mi guarderò e mi potrò dire che tutto ciò che ho vissuto e vivo nell’amore, rimane.
Solo l’amore rimane, perché solo l’amore dà vita: vitalità, fiducia, speranza, pazienza.
E allora di nuovo posso ritrovare quella forza per dare spazio a ciò che sono nel profondo: fatto per essere amato e amare, anche oggi.

Questo tempo, come ogni tempo è l’occasione per dare corpo, pienezza alla mia esistenza.
Nella logica dell’amore posso riconoscere in maniera attenta e creativa come stare vicino a chi è in difficoltà in questo periodo: il tempo che vivo allora non sarà più tempo vuoto e sospeso, un tempo pieno, non un vicolo cieco, ma una strada aperta per gli altri e dunque per me.

Loris Piorar SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato