Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 22 Luglio 2021

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Gesù, risorto vivente, si presenta a Maria Maddalena, eppure lei non lo riconosce. Gli chiede di lui: convinta che si tratti del custode del giardino, teme che il cadavere sia stato rubato e gli chiede spiegazioni. La sola risposta che riceve è il proprio nome, pronunciato da una voce. Quel timbro, quella voce che in una maniera singolare unica fende l’aria e arriva presso l’udito della donna in lutto, pronuncia il nome Maria, e Maria riconosce il suo Signore. È in quel timbro di voce, in quel modo di dire il nome Maria che Maria rintraccia il legame con Gesù, autore vivente di quella voce familiare.

Solo alcune persone, nel momento in cui pronunciano il mio nome, invocano, tramite quel semplice gesto, la speciale relazione che sto costruendo con loro. Gesù mi chiama per nome, e in quella voce ritrovo casa, ritrovo il legame che vado costruendo con lui.

Le affida una missione: raccontare che lui vive e cammina nella storia. A quel tempo la testimonianza di due uomini possedeva valore giuridico, quella di una donna no, nessun valore. Gesù affida il racconto della resurrezione a una donna, a Maria Maddalena, una voce senza testimonianza in quella società: il Risorto si rivela includendo chi è escluso. La misura della sua rivelazione è l’esclusione delle donne e degli uomini che oggi abitano la terra.

Carmine Carano SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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