Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 21 Settembre 2019

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Gesù è nel pieno della sua missione di annuncio del Vangelo: sta girando per la Galilea, la gente parla di lui, la gente lo incontra e, forse anche solo per curiosità, lo cerca, lo ascolta e guarda ciò che fa.
Quelle parole, quei gesti smuovono qualcosa in tante persone, nei loro cuori.

Alcuni però, dopo aver sentito parlare di Gesù, dopo averlo magari anche visto da lontano, ascoltato tra la folla, tornano alla propria vita quotidiana, quella chiamata di Gesù è forte, attira, fa sperare e sognare… ma in fondo, decidere di seguirlo è un’altra cosa: è un salto nel buio, è fatica assicurata! Subentra quindi la paura e l’incertezza. Meglio tornare alla quotidianità con le sue abitudini, le sue certezze, le sue comodità.

Forse è in questo stato d’animo che avviene per Matteo l’Incontro (con la “I” maiuscola) con Gesù. Matteo è al banco delle imposte dove sta tutti i giorni. Sente la folla che acclama Gesù che passa, quel Gesù che ha già incontrato da lontano e che tanto ha scaldato il suo cuore. Matteo probabilmente desidera andargli incontro e parlargli, ma non lo fa… ha paura di essere giudicato, essere respinto per via di ciò che è, di ciò che fa.

Ma poi… succede l’inaspettato: è Gesù che vede Matteo! Gli va incontro e gli dice: «Seguimi».
Matteo è incredulo, ha il cuore che batte a mille! Si è visto scrutare da quegli occhi unici, si è sentito chiamare da quella voce così profonda. E, sì!, è successo proprio a lui!
Matteo è pieno di gioia, si alza subito e senza pensarci lo segue.

Matteo siamo noi. Anche dopo aver incontrato Gesù, anche se desideriamo seguirlo e stare con Lui, c’è quel momento in cui pensiamo di non essere degni, in cui abbiamo paura di essere respinti, di non essere amati.
Ma Gesù non desiste mai con noi! Ci vede ovvero scruta intimamente nel nostro cuore e ci dice: “io ti conosco! Sono qui per te, te che ti senti inadatto, bloccato per le tue ferite, le tue paure. Io ti amo a prescindere… seguimi!”

E allora, che cosa stiamo aspettando?

Marco Sturniolo

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrifici.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9, 9-13

In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore.

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