Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Ottobre 2019

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Uno sguardo reciproco è l’invito che ci viene posto. Con-vertirsi, ritornare cioè a guardarsi l’un l’altro, e, oltre questo, farlo come lo fanno i bambini, con lo stesso stupore e meraviglia, con la stessa curiosità e franchezza.

Lo stile del bambino è lo stile del più debole, di chi ha bisogno di essere guardato, di colui che ha talmente fame di vita che si nutre guardando. Il bambino è il grande perché è colui che sa ricevere e, così facendo, si dà.

Chi accoglie il bambino allo stesso modo è grande perché sa dare cura e lascia che la propria speranza, la propria fiducia e il proprio amore siano arricchite dalla bellezza del bambino.

Dunque alla fine più grande è la bellezza di uno sguardo reciproco di vita e di accoglienza, il ritorno ad apprezzare le cose semplici, quotidiane e in queste tornare a vedere le persone e sé stessi in questa semplicità e bellezza.

Rete Loyola (Bologna)

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18, 1-5.10

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore