Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Maggio 2020

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Signore, che fatica, però, seguire il Vangelo a volte! Che fatica perdonare, che fatica essere miti, dare tutto a chi nemmeno se ne accorge. Che fatica cercarti e molte volte non trovarti dove credevamo, come ti credevamo. Chi può seguire questa via stretta, chi può ascoltare questa parola dura?

Eppure, eppure… eppure quando riusciamo a fermarci, quando riusciamo a non farci guidare dai bisogni, dall’ansia di non farcela, quando per un attimo ci voltiamo indietro a vedere dall’alto la nostra vita, i ricordi più preziosi sono di quei momenti in cui c’era uno spirito diverso, in cui si poteva sentire qualcos’altro oltre il visibile. Momenti in cui abbiamo creduto e conosciuto.

Non ci ricordiamo degli affanni di tutti i giorni, delle preoccupazioni che oggi ci sembrano insuperabili, ma di quei momenti in cui la vita ci ha sorpreso, in cui ci siamo sorpresi di noi stessi, in cui qualcosa non è andato come previsto, eppure si è rivelato pieno di vita. Un incontro, un’emozione dolce, un pensiero che ti consola.

E non ci siamo neanche accorti della fatica, della durezza delle parole, del sacrificio che stavamo facendo: il Padre ci aveva concesso di venire a lui, di capirlo con il cuore senza che ci sforzassimo. Quella è la vita che resta, quella è la vita eterna, che Gesù ci vuole indicare con le sue parole.
Chi altri ce la può mostrare?

Gloria Ruvolo


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