Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Dicembre 2020

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Ai piedi di un uomo buono, chiedo che mi aiuti, che mi renda la vita più semplice, ma soprattutto che guarisca quel dolore continuo e pungente dentro di me che mi dice: non esistono miracoli, la vita è tutta qui.

E nonostante abbia visto molte cose verso cui ero stata cieca, e anche se ho camminato molto più di quanto mi aspettassi di essere in grado di fare, nonostante abbia guarito alcune storpiature della mia storia e abbia avuto l’occasione di lodare Dio per questo, a volte ho il timore di venire meno, la paura che il miracolo sia stato un miraggio. Come fare a camminare ancora se sono digiuna della tua voce?

Come un eco che risponde alla mia domanda, sento la tua compassione. Sento che anticipi il mio bisogno, e che mentre ero impegnata a esultare per le mie guarigioni, tu avevi già piantato i semi perché il raccolto bastasse nella carestia. Il tuo sguardo che ha visto la mia fame ha anche scorto l’abbondanza che si nascondeva all’interno, e ha voluto che la condividessi con tutti, in modo che le nostre povertà diventassero ricchezza. È questo il miracolo a cui devo tornare, per vedere che la vita è tutta qui, sì, ma quanto è questo tutto! Non mi ero ancora accorta di quanto fosse sovrabbondante. Da avanzare sette sporte piene.

Gloria Ruvolo


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato