Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Aprile 2020 – Gv 8, 51-59

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Abbiamo due opzioni, in pratica, ci dice Gesù.

La prima è fissare il nostro sguardo sulla morte, prendere quella come meta finale e ordinare tutta la nostra vita, le nostre priorità, i nostri valori, con quel traguardo in mente. Le conseguenze, nella pratica, sono che lasciando quello sguardo spesso inconscio sulla meta, piano piano, senza che ce ne accorgiamo, quella meta diventa sempre più vicina, e cominciamo a veder morte ovunque, cominciamo a pensare che siamo nati solo per morire, che i nostri affetti moriranno, le nostre opere svaniranno, che nulla ha senso, se non quelle strutture che ci permettono di vivere con un po’ di controllo, anche se vuote, anche se convenzionali. E’ soprattutto quando quelle strutture cominciano a scricchiolare, come in periodi come questo, che ci rendiamo conto della loro precarietà.

Ma c’è un’altra opzione. Gesù è venuto per darci un’altra opzione. Se guardiamo la Parola, significa che non guardiamo la morte. Se il bersaglio dello sguardo diventa la Parola di Gesù, ovvero la sua vita, le sue parabole, le sue scelte, ecco che di conseguenza la nostra vita si ordina secondo i suoi valori, le sue priorità. Guardando lui che ama e guarisce, la morte si allontana, diventa sfocata e non importante, mentre è la vita a un certo punto ad essere sempre più vicina, a “essere” e basta, ad infilarsi tra in nostri dubbi e dissolverli. E non avremo bisogno di strutture o illusioni per credere che ne vale la pena, osservare la sua Parola, vivere come Abramo, per vederlo ed essere pieni di gioia.

Gloria Ruvolo


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