Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Agosto 2021

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Sembra la storia di ogni incontro con Gesù. Nel deserto, nella tempesta, quando sembra che Gesù voglia solo ritirarsi in disparte, arriva un miracolo che non sappiamo interpretare, che etichettiamo con le nostre categorie…  Ma subito ci rivolge la parola, ci fa ascoltare la sua voce, arrivata a noi grazie al suo sacrificio, arrivata a noi perché lui ha dato tutto affinché la sentissimo dopo duemila anni. Subito ci invita a metterci in gioco, a fare qualcosa in prima persona.

E la sua voce è sempre quella che invita al movimento, alla vita, che riconosciamo perché ha un retrogusto di calore, di coraggio, di amore. Ci armiamo allora di temerarietà, spinti dall’amore a seguire il suo modello. Ma vacilliamo subito dopo, dubitando di noi stessi, di aver ricevuto davvero così tanto amore da una persona. La voce della paura dell’inadeguatezza rischia di diventare sempre più forte della sua, voce che ci impedisce di andare avanti. Sarà poi vero? Non è che mi sono solo illuso di poter fare miracoli come lui? Non è che sono accecato dalla mia superbia?

E allora non ci resta che richiedere il suo aiuto, perché da soli i nostri cinque pani, i nostri due pesci non possono bastare… E l’aiuto viene, era già pronto; la mano ci afferra, la sua voce di nuovo conferma che è tutta questione di fede: nelle sue mani tutto si fa abbondanza.

Rete Loyola (Bologna)


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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