Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 19 Luglio 2021

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Ci sono momenti in cui i nostri desideri, le nostre attese, le nostre domande si trasformano in una richiesta quasi indisponente. Diventiamo come i farisei e gli scribi che pretendono da Gesù un segno; forse però il problema non sta nella richiesta, ma nell’aver già deciso noi quale tipo di segno deve avvenire e vogliamo vedere.

“Signore, se questa è la tua volontà dammi un segno”, una frase che forse pronunciamo, ma in realtà dovremmo chiedere “Signore, aiutami a vedere e comprendere i segni della tua presenza, del tuo amore e della tua cura per me”. I segni ci sono, Gesù si fa presente, ma non è facile riconoscere in una tomba i segni di vita, non è facile riconoscere la vera sapienza, dono dello Spirito Santo.

Giovanni nel suo Vangelo, il Libro dei Segni, ha parlato dei numerosi segni fatti da Gesù, ma nonostante questo le persone erano incredule, i segni fatti non erano di per sé sufficienti. Servono occhi capaci di vedere oltre, un cuore capace di amare, ma soprattutto una docilità e disponibilità profonda.

Chiediamo ogni giorno la Grazia di poter avere occhi capaci di riconoscere i segni, la fede per poter credere, il coraggio per camminare, per poter vivere quell’essenziale che non è possibile vedere con gli occhi, ma solo con il cuore, in un rapporto d’Amore filiale con il Padre.

Chiara Selvatici


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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