Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 19 Febbario 2021

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Perché io sì e gli altri no? Questa sembra un po’ la domanda che abita i pensieri dei discepoli di Giovanni. Il paragone con gli altri ci può essere di stimolo, ma a volte crea invidia e insofferenza. Ciò che facciamo forse non lo abbiamo scelto con vera consapevolezza e vedendo altri che si comportano in maniera differente non mettiamo in discussione il nostro comportamento, ma solo quello degli altri. Se io digiuno, tutti devono digiunare.

Gesù sposta lo sguardo e il ragionamento dal digiuno al banchetto di nozze, da una privazione ad un’abbondanza. Il digiuno che nostro Signore chiede di vivere deve essere inserito nel contesto della vita, radicato nel momento presente e non essere assolutizzato in un digiuno perenne da tutto, con il rischio di privarci non solo del cibo, ma anche delle relazioni, della vita. Solo assaporando con gusto la vita riconosco il modo e i momenti giusti per digiunare, scoprendo ancora più radicalmente ciò che è superfluo e ciò che è essenziale nella mia vita.

Il rischio è che il digiuno perenne che ci imponiamo chiuda il nostro stomaco alla capacità di gustare la vita. Il digiuno deve nascere dal desiderio di consapevolezza e interiorità, altrimenti rischia di privarci del valore delle relazioni con gli altri e con le cose, cioè da ciò che Dio ha creato per noi.

Chiara Selvatici


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato