Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 18 Giugno 2020

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Una voglia matta di aver ragione. Perché noi abbiamo capito come va il mondo, possiamo spiegarlo molto bene. E quando non va come dovrebbe, sappiamo chiedere dettagliatamente, lungamente, tutto quello che dovrebbe cambiare. La preghiera come un appello al dio-cameriere che non dovrà mai mettere in discussione le ragioni del suo cliente raffinato. La beffa dello scoprire troppo tardi di aver chiesto male, di aver cercato ciò che non fa la differenza. Il peccato di scegliere la parte peggiore.

Gesù ci invita a camminare sul filo della fiducia. Dio è il padre che sa quello di cui abbiamo davvero bisogno: sospesi tra cielo e terra, camminare sul filo della fiducia in lui. Il suo regno non sarà contro nessuno ma potrà promuovere tutti.

Tra le richieste, appare centrale quella di essere aiutati a vivere la dinamica del perdono. Il perdono è come il pane di cui siamo tutti bisognosi. La grande tentazione di interrompere il flusso della misericordia. Come se l’indurimento del nostro cuore contro un altro potesse provocare il peggio per noi, l’impossibilità di esser perdonati.

Oltre il delirio dell’aver ragione, Gesù vive la follia del perdono dall’inizio alla fine. Sempre. Camminare sul filo del perdono, una via di liberazione per tutti i figli e le figlie di Dio.

Matteo Suffritti SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato