Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 18 Aprile 2020

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«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» sono le prime parole del risorto nel Vangelo di Marco. Un’avventura difficile da concludere in fretta. Nonostante tanti secoli e tanti sforzi, la buona notizia non ha certo raggiunto tutti. La buona notizia che Gesù è vivo: qualcuno ha visto risorto proprio quel Gesù che hanno crocifisso. La morte è vinta. Gesù vive.

E se è così tutto cambia.
Sembra che ci voglia coraggio e pazienza, per i messaggeri del risorto, per bucare l’incredulità. Sembra soprattutto che a un certo punto si debba far vivo direttamente lui. Il suo amore sa toccare la libertà dei cuori più duri, quelli che lo dovrebbero conoscere meglio. Però il risorto sembra aver bisogno di amici, di collaboratori. Il risorto chiede di schierarsi, di accettare di diventare proclamatori di questa buona notizia e di precederlo nella sua corsa incontro a ciascuno.

Oltre le nostre durezze, le nostre fughe e le nostre lacrime, il Signore ci sogna capaci di uscire dalla comfort zone del nostro piccolo mondo, per incontrare altri mondi nel suo nome. Perché non c’è situazione o condizione umana che non sia in attesa della novità del Vangelo. Una missione affascinante: ogni creatura, ogni cultura, ogni nostra relazione con tutto ciò che esiste attende di essere trasfigurato dall’incontro con il vivente.

Matteo Suffritti SJ


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