Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 17 Febbraio 2020

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Siamo contenti e soddisfatti quando qualcuno ci dà ragione; a denti stretti arriviamo talvolta ad accettare che ci si dia torto. Che, però, l’interlocutore se ne vada senza rispondere questo proprio non va giù: è una mancanza di rispetto.

Quante volte il Signore sembra essere sordo alle nostre preghiere, tace quando vogliamo una risposta. Forse non c’è neppure, se n’è andato. Che cosa fare, nella frustrazione di una risposta negata? Chiederci il perché.

Non avendolo qui, dalla nostra parte, siamo portati a riconoscere che egli è libero di risponderci oppure no: è signore. Per trovarlo dobbiamo spostarci anche noi, uscire dal terreno comodo delle nostre convinzioni. Smettere di parlare da soli facendo finta di dialogare. Riconoscere che le nostre ragioni non sono poi così importanti.

La frustrazione di una risposta negata ci fa sentire che io non bastiamo a noi stessi, che abbiamo bisogno di incontrare il Signore e i fratelli lì dove sono ora. Stare fermi, lamentarci, non serve. Occorre andare all’altra riva.

Stefano Corticelli SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Perché questa generazione cerca un segno?
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 11-13   In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.   Parola del Signore

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