Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 16 Novembre 2019

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Oggi Gesù ci chiede di fermarci a riflettere sulla nostra preghiera, in particolare su come intendiamo e con quali sentimenti viviamo il rapporto con il tempo che va dalla nostra richiesta al suo esaudimento. Sì, perché la preghiera non è un punto, non è neanche solo un’azione: è una tensione di tutta la persona, un anelito.

La preghiera nasce dall’amore che ho sperimentato e capito che Dio nutre nei miei confronti. Questo amore crea lo spazio per la speranza che Dio mi ascolti e la speranza permette ai miei desideri e ai miei bisogni, alle mie ferite, ai miei dolori e alle mie gioie di prendere parola e di diventare richiesta o ringraziamento.

Questa dinamica è già, di per sé, salvezza che mi cambia.

Il tempo della preghiera richiama però un altro tempo che è quello di Gesù, di quella che le Scritture chiamano la parusia, cioè la manifestazione completa di Gesù che si farà riconoscere e che completerà tutta la creazione. È un tempo di attesa, di tensione, affidato completamente a noi, alla nostra libertà e responsabilità. In questo senso si capisce la domanda finale: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” cioè ci troverà “in tensione” cioè: ad aspettarlo, a desiderarlo, a ringraziarlo, a chiedere, ad aspettarci da lui qualcosa? O troverà giudici aridi e indifferenti?

Andrea Piccolo SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18, 1-8
 
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore

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