Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 15 Marzo 2021

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Credere․․․ mica facile. Soprattutto quando si tratta di credere alla parola di qualcuno. L’episodio raccontatoci da Giovanni ci presenta questo funzionario del re che sì, ha sentito parlare di Gesù, forse lo ha visto anche operare (non lo sappiamo) e ora gli chiede un intervento a casa sua per il figlio gravemente malato. Un atto di coraggio, indubbiamente.

Ma che Gesù porta subito ad un livello assai più profondo di fede: fidarsi della sua parola, credendo che possa inverarsi. E questo non è per niente facile. Non ci viene detto altro, se non che si mise in cammino credendo a quella parola: una bella scommessa, che avrebbe potuto anche rivelarsi una macabra presa in giro․․․ eppure si fida.

Proprio lungo quel cammino che lo riporta ai suoi affetti, gli viene annunciato che suo figlio vive. E si rende conto che ciò è avvenuto quando Gesù lo ha assicurato della vita del figlio. Quella parola di vita e il suo affidarsi ad essa hanno compiuto il segno. Per noi che il Signore Gesù non lo possiamo incontrare fisicamente la sfida della fede è la stessa, se non ancora maggiore: credere che quella parola – la Parola – che ci viene proposta possa ancora oggi cambiare il corso di una vita, smuovere cuori, generare fraternità․․․ ovvero segni di risurrezione.

Lino Dan SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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