Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 15 Luglio 2019 – Mt 10, 34-11.1

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I facili entusiasmi della sequela apostolica vanno ben presto mitigati. Gesù è molto esplicito nel mettere in guardia sulle conseguenze delle relazioni, anche quelle più profonde e familiari, quando si sceglie di seguire lui.

E quando si segue lui, tutte le priorità vanno ricalcolate, rimesse in gioco, anche se ciò potrebbe costare contrarietà, ostracismo, “spada”, come scrive Matteo. Non è un prato fiorito, la sequela; o, per lo meno, non soprattutto. La possibilità della persecuzione, dell’allontanamento dalle relazioni è messa in conto senza mezzi termini.

Gesù non nasconde ai suoi – e a noi che oggigiorno penseremmo che certe cose siano superate, salvo poi ascoltare quasi giornalmente di uccisioni e persecuzioni in parecchi luoghi del mondo – che tutto questo è parte del portare la croce, è parte dell’essere testimoni credibili del vangelo. E non è per niente fuori luogo che questa scelta voglia dire anche perdere la vita per lui, ma che in realtà è un trovarla; mentre proprio l’opposto significa perderla.

Siamo – forse non ci piace sentirlo dire, ma è così – al rovesciamento dei criteri mondani. Perdersi per ritrovarsi, portare la croce per regnare, mettersi dietro invece di essere primi. Dietro di lui, è questo ciò che dà senso all’essere discepoli. Niente altro.

Lino Dan SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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Sono venuto a portare non pace, ma spada.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10, 34-11.1

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Parola del Signore.