Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 14 Agosto 2020

336

In principio il Signore ci ha fatti due, ci ha fatti relazione con l’altro. Più che mancanti, complementari. Proprio per ricordarci che non bastiamo a noi stessi, che il vuoto che ci portiamo dentro è lo spazio dell’Altro e dell’altro. E che la vita non è che un mistero di accoglienza e appartenenza. Mettere alla prova è tentare, e sempre la tentazione prende le nostre differenze, i nostri limiti, e li rende motivi di separazione. Come Adamo che non credeva più che la donna che è parte di lui e che da lui è stata tolta, sia davvero per lui.

Ma noi per chi siamo veramente? Questo parole, oggi, mettono insieme due strade: il matrimonio e il celibato, la consacrazione verginale. Due strade non prive di ostacoli per farci uscire da noi stessi e diventare dono per altri. Due segni che rendono visibile la presenza di Dio, oltre la Legge, oltre il dovere, oltre l’idea che tutto debba essere perfetto. C’è chi sceglie di sposarsi e davanti alla fatica dell’essere in due vede solo quella, trasforma quello che dovrebbe essere il luogo in cui si incarna l’amore di Dio in una gabbia. Ma l’amore è un’altra cosa, Gesù ce lo ricorda: niente può confondere, distruggere, ciò che Dio unisce. Certo che potrà capitare qualche volta di perdersi, siamo fragili, ma due che sono Uno in Dio ritrovano sempre la strada dell’altro. Ci si sente allo stesso tempo più forti e più vulnerabili di fronte alla persona che amiamo, quando ci ricambia lo sguardo, quello è lo stesso sguardo di Dio. Uno sguardo che ti accoglie così come sei e ti restituisce a te stesso. Ed è bellissimo proprio poter essere vulnerabili e in questo ritrovarsi, riconoscersi davvero per la prima volta. Certo che non conviene l’amore, per chi non capisce quanto è bello poter rinunciare a difendersi e a capire tutto.

E la buona notizia dell’amore-che-unisce non è solo per chi è in due, ma è anche per chi sceglie di destinare quello spazio vuoto tutto a un Altro che è Dio stesso. Nessuno potrà stare con te senza avere anche un po’ di Lui. Fa fatica capire questo, che la vocazione è unica e ha il suo principio dall’amore e arriva all’amore. Quindi Dio comunque resta al cuore delle scelte di vita che uno fa. Che sia per il celibato o il matrimonio, siamo in Dio per Dio, il nostro cammino si compie solo nell’amore.

Caterina Bruno


Continua a leggere gli altri approfondimenti del giorno sul sito

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato