Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 13 Ottobre 2020

Anche oggi è interessante ri-scoprire il modo di porsi di Gesù, che dopo aver ricevuto l’invito a pranzo da un fariseo siede a tavola con lui. Ancora una volta per Gesù la relazione vale più di qualsiasi etichetta. Il Signore decide di venirci incontro negli ambienti a noi più familiari, nelle nostre case, lì dove la nostra vita è più autentica.

Lo stupore del fariseo per le mancate abluzioni di Gesù prima del pranzo e il successivo rimprovero di Gesù ci fanno ritornare a tutte quelle volte in cui ci sentiamo ostaggi delle logiche dell’esterno e dell’apparire, in cui anche nell’intento di fare del bene mettiamo davanti sempre prima noi stessi.

Gesù ci chiama, ci invita a fare il bene con umiltà, perché altrimenti si cade in un fraintendimento pericoloso: sarebbe questo un bene che non porta frutti, perché nasce da noi stessi, dalle nostre logiche e non dall’incontro con Gesù.

Chiediamo al Signore di non stancarci di respingere questa logica dell’apparire, del sembrare, del “fare finta di” e di rinnovare sempre in noi l’impegno di procedere silenziosamente, facendo il bene.

Domenico Pugliese


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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