Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 11 Gennaio 2020

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Ti vengo incontro Signore, ti porto la mia lebbra. La vedo, mi blocca, mi impedisce di vivere. E mi porto con me tutto il mio desiderio di Vita, di compimento. Tutto il desiderio che ho di liberarmi di questa lebbra che visita il mio cuore e di essere la persona che mi hai fatto.

Tu mi vedi arrivare e mi capisci prima ancora che io apra bocca. I tuoi occhi sono pieni d’amore, come quelli di una madre che con tenerezza rassicura il figlio. Sono occhi commossi. Nel tuo abbraccio mi liberi, porti via il superfluo per far emergere la mia vera figura. Come uno scultore che porta via il marmo in eccesso per far emergere dalla pietra la statua, scolpita ad arte.

Mi basta un momento, Signore, nel silenzio, contemplare il tuo sguardo commosso nel mio desiderio. E in un istante mi riporti all’essenziale, a quelle qualità di cui mi hai costituito, a quel modo di sentirmi e di guardarmi che mi ridona pace.

Ettore Di Micco

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Immediatamente la lebbra scomparve da lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5, 12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro».

Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

Parola del Signore