Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 11 Agosto 2021

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Libertà. Quando subiamo un torto possiamo decidere come comportarci. Possiamo semplicemente reagire, lasciando che la tensione creatasi in noi si sfoghi nella maniera più animalesca. Allora possiamo decidere di vendicarci. Oppure possiamo decidere di lasciarci rattristare all’estremo, di lamentarci della vita, di rimanere nella delusione generale fino al nichilismo.

Queste modalità non ci realizzano. Non c’è gioia che ci torni indietro in questo modo di fare o pensando e ripensando a questo modo di agire. Allora ci viene proposto un modo più sapiente per affrontare situazioni difficili come il torto subito. Andare dal fratello e parlarne in privato. È un gesto nel quale, faccia a faccia, cuore a cuore, scopriamo la ferita e lasciamo che alla sua vista anche il cuore del fratello si svegli. La nostra ferita può essere lo strumento attraverso il quale ridestare con il giusto tatto il cuore del fratello.

Se anche questo non funziona, cercare un mediatore, due, finanche la comunità tutta intera. Cercare fino all’ultimo di trovare una soluzione per ristabilire la pace. Nel fare questo, agiamo nel modo più umano. Diamo frutto a tutte le energie accumulate, sublimando le tensioni per il nostro bene e per quello del nostro fratello.

Ma è libertà anche quella del fratello che non volesse ascoltare nessuno. Prendere le distanze, in questi casi, è l’unica modalità in cui si può preservare la libertà del fratello. Ed è l’unica modalità per provocare un’ultima genuina volta il suo cuore.

Ettore Di Micco


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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