Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 10 Marzo 2020 – Mt 23, 1-12

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Oggi Gesù sembra parlare male dei farisei e degli scribi, ma è evidente che sta parlando al fariseo che c’è in me. Sembra dire: guai a te quando la tua vita si esprime attraverso inutili dichiarazioni e continui proclami, ma il tuo agire non corrisponde al tuo dire. Custodisci la parola e discerni ciò che fai!

Guai a te quando nascondi la tua vita dietro a gesti, posture e maschere che indossi opportunamente, in base agli spettatori. Desideri che lo sguardo degli altri si posi su di te, su ciò che vuoi sia apprezzato o elogiato: non ti accorgi che in realtà stai sfuggendo allo sguardo del Padre?
Guai a te quando imposti la tua vita sulla scelta delle amicizie che ti convengono: non potrai apprezzare le relazioni nella loro gratuità, al di fuori di ruoli e riconoscimenti!

Beato te, invece, quando riconosci che uno solo è il Maestro interiore, lo Spirito, e che gli altri ti sono tutti fratelli: essi non si scelgono come le amicizie, bisogna solo riconoscerli come tali!
Beato te, quando riconosci che uno solo è il Padre ed è nei cieli: quando avrai occhi per vedere che dal cielo abbraccia la terra e tutti gli uomini, compreso te, possa tu sentirti un suo familiare, ospite atteso in casa sua!
E infine beato te, quando sperimenterai che uno solo è la Guida, il Figlio! Egli, indicandoti con la sua vita la via del servizio, ti permetterà di dimorare in quella casa per sempre.

Lorena Armiento s.a.

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