Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 1 Giugno 2022

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Come dorme una donna che aspetta il suo bambino? Forse un calcio improvviso del piccoletto la sveglia e, poi, si riaddormenta, sognando proprio lui: cosa sarà? Cosa farà? Ce la farà?
Già in questo sognare quanta cura, quanta attenzione, quanto amore! Trepidazione, ma anche speranza e fiducia; dubbi, certo, ma anche desiderio e apertura! Il bimbo che si sta formando in lei la coinvolge, fino nelle fibre più profonde del suo essere, la visita di notte.

Ecco le protagoniste di questa scena: Elisabetta e Maria, donne che portano il dolce peso che entra nei loro sogni. La futura madre è così intima al bimbo nascente che può farsene voce, può esprimere i

Portati di soppiatto nel cuore della preghiera di Gesù, testimoni del dialogo tra figlio e padre, senza riserve queste parole ci mettono in una posizione sicura, ma scomoda.

Se da una parte consola il fatto di essere custoditi e conservati, difesi e protetti da un amore senza confini, che tutto può raggiungere, fronteggiare e trasformare, dall’altra ci risveglia e ci scuote rispetto al tempo che ci è concesso su questa terra.

La visione che il Cristo e il Padre condividono è una visione di sacralità dell’essere umano, che risulta custodito e chiamato a custodire e avere cura, in un discernimento continuo tra verità e menzogna.
Da una parte c’è la via dell’unificazione, dall’altra la via della frammentazione.

Essere custoditi da un Dio che salva significa camminare nella verità, senza necessità di vivere nella paura di perdersi o non riuscire, senza la necessità di essere esenti da errori, ma nella certezza di poter affidare gli sbagli e offrire i compimenti nella coerenza di ciò che semplicemente siamo.

Mounira Abdelhamid Serra

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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