Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 1 Dicembre 2020

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Gesù esulta di gioia quando si rende conto che quello che sta insegnando ai suoi discepoli, il vivere nella pace, è qualcosa realmente alla portata di tutti. Con la sua predicazione, non sta portando nel mondo nulla di nuovo: sta semplicemente risvegliando nell’essere umano la sua vera natura.

Il “piccolo” è colui che ha bisogno di essere sostenuto da qualcuno per sopravvivere. E se ci guardiamo interiormente, ciascuno può facilmente verificare che da qualche parte lì dentro c’è un piccolo che ci sta chiedendo aiuto. Forse è arrabbiato, spaventato o si sente inadeguato… Spesso noi adulti non siamo disponibili ad ascoltarlo con attenzione e lo liquidiamo spazientiti perché rivela la nostra fragilità. Capita così che questo piccolo, abbandonato a se stesso, a volte prenda il controllo della situazione e noi finiamo per comportarci in modo… infantile, appunto. A volte abbiamo la sensazione di sentirci smarriti e ci muoviamo nel mondo letteralmente come bambini disperati che cercano di racimolare briciole d’amore lì dove capita. È questione di sopravvivenza…

Gesù dice: “Tutto” è stato dato a me dal Padre mio! Lui ha fatto una scoperta straordinaria! Si è accorto che noi, in quanto Figli, possediamo già “tutto” ciò che ci serve per prenderci cura di questa parte piccola. Quando impariamo a prenderci cura di noi, finalmente diventiamo adulti. L’adulto è la persona libera che può muoversi nel mondo non spinto dalla necessità, bensì dalla libertà. Libertà di amare piuttosto che necessità di essere amato.

Quando entriamo in questa prospettiva, le cose cominciano a girare in modo nuovo… Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete… I discepoli l’hanno appena sperimentato sulla loro pelle andando in missione nel mondo. Ecco perché il vangelo è buona notizia! Se ti senti fragile, allora puoi sperimentare che sei Figlio, cioè che il Padre ti ha dato tutto! …

Flavio Emanuele Bottaro SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato