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Gesuiti – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2019 – Gv 13, 16-20

Qual è il mio posto, quale è il nostro posto, quello che ci si addice veramente, che ci calza a pennello, quello di cui diciamo tra noi e noi “questo sembra fatto apposta per me”?
Abbiamo da poco vissuto il memoriale della Passione-Morte-Risurrezione di Gesù. I cristiani credono e vivono (o dovrebbero vivere) di questo evento – che è evento di salvezza per tutti. Ma la salvezza è un “posto”? No, la salvezza non è un luogo, somiglia piuttosto ad un cammino, ad un incontro tra i tanti che si rivela decisivo: la salvezza si apre e inizia con l’accoglienza di qualcuno.

Nella nostra mente, nel cuore, nello specchio nel quale ci riflettiamo per dirci chi siamo, noi un posto ce lo diamo: è il luogo in cui ci collochiamo rispetto a Dio, agli altri, a noi stessi. È il gioco che facevamo da bambini, il gioco più vero di tutti: facciamo che io ero il re, tu il soldato, tu la principessa, tu la scienziata, lui il super-eroe, lui… Da grandi, ovviamente, il gioco si raffina: si dissimula, via via si confonde; diventa serietà, diventa lavoro, diventa, nei casi più tristi, vita.

Gesù spariglia le carte, divinamente: lui nel gioco è quello che lava i piedi! E ci dice che noi, inviati o servi, non siamo più grandi di lui che ci invia. Ecco il nostro posto, fondamento della nostra felicità più intima: fare qualcosa per il sollievo degli altri, con amore, con intenzione, senza altezzosità. Chi “alza contro di me il calcagno” si mette inevitabilmente in una posizione più alta, per schiacciare; chi lava i piedi sta inevitabilmente in basso, per rendersi utile, servo.

Andrea Piccolo SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13, 16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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