Gesuiti – Commento al Vangelo del 13 Novembre 2018

87

Oggi le parole del Vangelo sono fastidiose, a primo impatto sembrano avere un gusto aspro. Ma ci sono dei momenti della nostra vita in cui abbiamo bisogno di una spinta per procedere e forse oggi è uno di quei giorni: il Signore ci viene a sollecitare, svegliandoci dal nostro torpore.

Tante volte ci è capitato di vivere la posizione del servo, che aspetta la meritata ricompensa dopo aver svolto il proprio lavoro. Oggi siamo invitati a cambiare prospettiva, il Signore ci richiama a un’altra logica: essere servo senza pretese, servo inutile, pronto soltanto a ricevere il suo amore con piena gratuità.

Servire, allora, diventa portare in dono ciò che si ha – amore, tempo, attenzioni, cure – proprio lì dove il Signore ci chiama ad operare, nei nostri luoghi quotidiani di studio o di lavoro o nella nostra comunità, restando testimoni fedeli alla sua parola.
Ecco allora che queste parole da fastidiose si fanno sempre più vicine e arrivano a scaldare il nostro cuore.

Domenico Pugliese

Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande

  • Cosa mi impedisce di accogliere la gratuità dell’amore?
  • Quando come servo mi sono sentito indispensabile?
  • In che luogo della mia vita mi sento chiamato a testimoniare l’amore del Signore?

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato secondo il metodo della spiritualità ignaziana, disponibile anche tramite la loro newsletter quotidiana.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 17, 7-10
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

[/box]

Articolo precedentedon Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Novembre 2018
Articolo successivoContemplare il Vangelo di oggi – 13 Novembre 2018 – Lc 17, 7-10