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Gesuiti – Commento al Vangelo del 12 Febbraio 2019

Oggi vediamo Gesù lottare e si scontrarsi apertamente, per mostrarci come siamo tante volte preoccupati da cose che, in fondo, non hanno un grande valore e ci distolgono da ciò che c’è di più autentico e profondo nella nostra vita. Diamo importanza a gesti superficiali, ci perdiamo un sacco di tempo, ma, alla fin fine, ciò che conta davvero è il precetto del cuore, il precetto dell’amore, quello che tocca i nostri desideri e la nostra capacità di entrare in relazione profonda col prossimo. I farisei dietro a tutte le loro leggi arzigogolate nascondevano l’incapacità di entrare in relazione vera, con l’uomo e con Dio.

A volte siamo così preoccupati di salvare la formalità esteriore, che ne rimaniamo ingessati. È come essere dei burattini, ingabbiati da tante regole e regolette. Come a certi pranzi o cene formali, dove non si può essere se stessi: seduti a una tavola perfettamente imbandita, vestiti bene, non si può fare una sbavatura, ma non si costruisce neppure nulla di vero con le altre persone.

Gesù ci invita a saperci fermare, abbandonare le maschere, prendere tempo per una relazione vissuta più in profondità, fatta di dialoghi, sguardi, presenza fisica. Prenderci anche del tempo di silenzio per pregare, dare respiro alla nostra interiorità di fronte a Dio, coi nostri desideri. Allora quel cuore, che tante volte è distante da Dio perché preoccupato da gesti superficiali, ritorna a Lui, trova ciò che veramente conta ed è essenziale.

Daniele Ferron SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato secondo il metodo della spiritualità ignaziana, disponibile anche tramite la loro newsletter quotidiana.

Mc 7, 1-13
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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