Gesuiti – Commento al Vangelo del 11 Maggio 2019 – Gv 6, 60-69

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Anche noi come i discepoli siamo ragazzi di pancia, a volte reagiamo agli eventi spinti dall’impatto emotivo che le cose hanno su di noi e facciamo grandi programmi con alti propositi. Anche noi ci lasciamo affascinare dalle parole di Gesù e ci diciamo che lo seguiremo ovunque, ma poi quando si tratta di tradurre il tutto in azione, cominciamo ad avere delle riserve.
Ma è così: non è facile essere coerenti al Vangelo e nel quotidiano amare il prossimo come se stessi (riusciamo ad amare davvero noi stessi, poi?), amare gli amici e soprattutto i nemici, prendere la croce vivendo divisioni o essere pacificati sempre con gli altri, credere che Gesù ci abbia potuto amare a tal punto da perdonare ogni nostra colpa e salire sul legno della croce! Eppure esiste un amore per noi tanto illogico.

Pietro sa bene che nelle dinamiche del quotidiano è complicato allontanarci da ciò che sembra darci stabilità, che magari ci rende infelici o sciapi ma almeno è sicuro; è difficile allontanarci dai legami insani e dalle comodità, ma se non crediamo in questo amore così illogico di Gesù, se non crediamo nella misericordia che ha avuto per noi, se non viviamo lo sforzo di staccarci dal nostro voler morire sani e salvi, “da chi andremo?”, dice Pietro.

Che senso ha la nostra vita, se non spendiamo ogni giorno nello sforzo di operare la giustizia, così come l’abbiamo ricevuta da Gesù? Perché vivere, se non siamo capaci di credere alla resurrezione senza resistenze e donarci agli altri senza trattenere niente?

L’osservazione di Pietro ci dà speranza e ci invita a vivere lo sforzo nella quotidianità, nonostante tutte le contrarietà, perché è con Gesù che troviamo il nostro posto nel mondo. Se non crediamo nel dono totale d’amore, non ci resta nulla. È un linguaggio rude alle nostre orecchie, ma è il motore del nostro agire. Ci sconvolge, ma dà senso al nostro lottare ogni giorno per il bene.

Ilaria De Lillo

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 60-69

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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