fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 28 Maggio 2022

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Commento al Vangelo di Sabato 28 Maggio 2022 – VI Settimana di Pasqua

La promessa è certamente bella e allettante: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. E chi è che non nulla da chiedere? E se tutti abbiamo qualche cosa da chiedere come mai non la chiediamo? Come mai preghiamo poco? La risposta è semplice: perché la preghiera non funziona.

Perché ho chiesto a Dio di vincere alla lotteria e non ho vinto, ho chiesto che mi passasse il mal di denti e mi è rimasto, ho chiesto che almeno non venissero i ladri a derubarmi, e invece sono venuti pure quelli. Come mai la preghiera non funziona? Potrebbero esserci varie ragioni per cui non funziona, ma come prima cosa chiediamoci se davvero la nostra preghiera è fatta nel nome di Gesù Cristo.

Infatti, Gesù dice di chiedere qualunque cosa al Padre, ma di chiederla nel mio nome. Che non Significa semplicemente che al termine della preghiera diciamo: Per Cristo Nostro Signore. Amen. Pregare nel nome di Gesù significa pregare nel suo spirito, nella sua parola, secondo le sue intenzioni.

Non trasformiamo la preghiera in una lista dei desideri, nella letterina da scrivere a babbo natale, non è questa la preghiera. Preghiamo per crescere come persone nell’amore di Dio, questa è la cosa più bella che possiamo desiderare, e questa è anche la preghiera che viene ascoltata.

Fonte: il canale YOUTUBE di fra Stefano


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