fra Mario e fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 26 Ottobre 2019

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“Se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo.” Sinceramente non è così facile credere che questa parola è una buona notizia rivolta da Dio a noi, proprio oggi. Addirittura può anche spaventarci, allontanarci da Gesù se la prendiamo solo come una frase senza contesto. Gesù spiega ai giudei che le disgrazie e la morte, anche crudele, può capitare tutti.

Gesù distrugge il mito di merito, cioè se sei buono non ti capiterà niente, se sei cattivo invece la maledizione ti si schianterà sulla testa. Ancora molti pensano in questo modo, allora quando capita un dolore innocente, una morte improvvisa, questo mito viene spazzato via. La morte è un ladro, dicevamo qualche giorno fa, il dolore e il suo compagno che tiene le scale mentre la morte cerca di entrare e scassinare la nostra casa. Nessuno è escluso da questa realtà. Non c’è modo di scappare, però c’è il modo di guardare al dolore e alla morte in modo nuovo, con gli occhi nuovi!

Questo modo si chiama la CONVERSIONE – che in realtà significa cambiare la mentalità. Come sì cambia la mentalità? Vangelo c’è lo dice:”Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime.” Gesù ha bisogno di un terreno che accoglierà di essere purificato dal vecchio modo di pensare, dalla vecchia mentalità. Gesù ha bisogno di un terreno che permette a Lui di mettere suo concime, cioè la sua parola che trasforma nostra mentalità malata e ferita. Se non permettiamo al Signore di fare questi passi il rischio non è soltanto di non portare i frutti nella vita, ma essere sempre quelli che giudicheranno altri, anche Dio per ogni male che ci è accaduto, e non riusciremmo a guardare ogni situazione come una occasione, anche situazioni più incomprensibili.

In parole semplici, rischiamo di diventare un Fico secco, senza frutti, tagliati, cioè soli!

Fra Mario Berišić

VERSIONE CROATA

“Ako se ne obratite, svi ćete propasti na isti način.” Iskreno, nije baš lako povjerovati da je ovo dobra vjest koju nam danas Bog upućuje. Ona nas čak može uplašiti, udaljiti od Isusa ako ju uzmemo kao rečenicu bez konteksta. Isus objašnjava Židovima da se nesreće i smrt, čak i okrutna ili nedužna smrt, mogu dogoditi svima. Isus uništava mit o zasluzi, tj: “Ako ste dobri, ništa vam se neće dogoditi; ako ste loši, prokletstvo će vam se obrušiti na glavu.” Mnogi još uvijek razmišljaju na ovaj način, a onda kad se dogodi nevina bol, iznenadna smrt, ovaj mit se odbacuje. Smrt je lopov, to smo čitali u evanđelju prije nekoliko dana, bol je pomagać koji drži lojtre dok smrt pokušava ući i provaliti u našu kuću. Nitko nije isključen iz ove stvarnosti. Nema načina da pobjegnemo, ali postoji način da gledamo bol i smrt drugačije, novim očima! Taj novi način je OBRAĆENJE – što zapravo znači promjena mentaliteta. Kako se mijenja mentalitet? Evanđelje nam govori kako: “Učitelju, ostavi je još ove godine dok je ne okopam i pognojim.” Isusu je potrebno tlo koje će biti spremno da bude pročišćeno od starog načina razmišljanja, starog mentaliteta. Isusu je potrebno tlo koje mu prihvaća Njegov gnoj, to jest njegovu riječ koja transformira naš bolesni i ranjeni mentalitet. Ako ne dopustimo Gospodinu da poduzme ove korake, rizik nije samo taj da će naš život biti besplodan, već ćemo uvijek kriviti druge ili još gore, Boga za svako zlo koje nam se dogodi. Tada više ne ćemo gledati svaku situaciju kao priliku. Jednostavnim riječima, postajemo osušena smokva, bez ploda, odsječeni odnosno sami!

Fra Mario Berišić

Commento a cura di fra Mario e fra Marin Berišić OFMCap

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 1-9
 
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
 
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Parola del Signore

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