fra Mario Berišić – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2019

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In quest ultimo giorno di anno, la mente si ferma su ciò che è passato e che si ricorda, su ciò che è accaduto nel passar dei mesi, e in stesso momento prova ad immaginarsi come sarà nuovo anno, cosa succederà nel futuro.

Ci sono dei belli ricordi e ci sono dei ricordi non tanto belli. Quando ci immaginiamo futuro, forse ci viene un po’ di paura, angoscia, dolore per certi pensieri che crea la nostra immaginazione, oppure ci vengono la gioia, la speranza e la pace. Non importa! Qualsiasi cosa stiamo provando, unica cosa vera che non ci ingannerà, è la parola di Dio. Il passato se ne andato, il futuro non è ancora arrivato, la parola di Dio esiste fin dal principio e non avrà mai fine.

Proviamo a fermarci su questa parola, del prologo di Giovanni, e lasciamoci provocare da essa. Se il Verbo di Dio è fin dal principio, e se questo Verbo è la luce vera che illumina ogni uomo, ed è diventata come ciascuno di noi, possiamo fare sì che questo Verbo diventi il criterio con qui possiamo far esame di coscienza, cioè, chiedersi come abbiamo vissuto quest’anno. Non per fare un moralismo, piuttosto per lasciar spazio dentro di noi alla verità.

Abbiamo vissuto quest’anno fin dal principio con il Verbo di Dio, con la parola di Dio, in modo semplice, il Verbo di Dio che è fin dal principio era anche il principio del nostro anno passato? La parola di Dio ci ha portato la luce dentro la vita o no? Abbiamo lasciato Verbo di Dio che diventi una carne sola con noi, che abita in noi e vive ogni momento in noi, sia quello bello, sia quello brutto, oppure solo quando era comodo per noi?

Forse questo Verbo di Dio non eravamo capaci di riconoscerlo nella nostra vita e nella vita d’altrui, e a volte, abbiamo volontariamente rifiutato questo Verbo di Dio. Non importa! Questo Verbo di Dio non è il nostro giudice, però ci ricorda che solo Lui può essere il principio di ogni anno nuovo. Solo Lui può portarci la luce nelle tenebre di questa vita.

Solo Lui ci può donare la vita piena. Non importa se il tuo cuore è un albergo pulito o una stala sporca, ciò che importa è se davvero desideri che quel albergo o quella stala diventi la dimora del Verbo di Dio.

Commento a cura di fra Mario Berišić OFMCap


Il Verbo si fece carne.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1, 1-18   In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.   Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.   In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.   Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.   Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.   A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.   E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.   Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».   Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.   Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore
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