fra Mario Berišić – Commento al Vangelo del 3 Novembre 2019

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Zaccheo è l’immagine di peccatore per eccellenza, ma grazie a Gesù diventa un peccatore amato, un peccatore salvato! Dal vangelo di oggi possiamo trarre molti benefici per i nostri miseri cuori. Chi vuole essere salvato deve cercare di vedere, o meglio, di incontrare Gesù, non basta soltanto sentir parlare del suo amore, bisogna desiderarlo.

Anche noi, come Zaccheo dobbiamo chiedere, ma “Chi è Gesù? Ho sentito parlare molto di lui, dei benefici che ha fatto a certe persone, dei cambiamenti che ha provocato in tanti cuori, però mi accorgo che anch’io desidero a conoscerlo, a incontrarlo.” Il Signore viene in momento in cui noi facciamo di tutto per incontrarlo. Zaccheo doveva salire sul sicomoro per vedere Gesù, perché era troppo piccolo di statura e la folla immensa lo schiacciava. Zaccheo ci insegna che nostri limiti, piccolezza in particolare, pure le folle, non possono impedirci a incontrare Gesù, quando dentro di noi abbiamo un desiderio enorme.

Desiderio è cio che ci muove a fare anche le cose un po’ strane, come Zaccheo, che salì sul albero. Certo, desiderio di essere amati ci spinge ad innalzarci sopra gli altri e di dimostrarci, ma anche superare il nostro limite. Nostro desiderio è il luogo dove Gesù si ferma per guardarci dal basso, per dirci che non c’è più bisogno di stare in alto per ricevere attenzione, l’amore, perché Lui vuole dimorare in noi. Gesù ci conosce, e il vangelo esplicita dando informazione che Gesù si rivolge al pubblicano, chiamandolo per nome: “Zaccheo.”

Il vero dramma del peccatore è che riempie i vuoti con amori falsi, così perde propria identità e dignità e viene etichettato (pubblicano, prostituta…), però non smette mai desiderare di essere amato. Invece quelli che mormorano, e non accettano che Gesù si fermi con quelli che sbagliano bersaglio sono come farisei, pieni del amor proprio.

In realtà la gente che brontola perché Dio perdona, non capisce che non è importante cosa abbia fatto un peccatore; ma ciò che importa è che lui ha incontrato il Signore e vive in modo nuovo il rapporto con sé, con le cose e con gli altri.

Fra Mario Berišić

Commento a cura di fra Mario e fra Marin Berišić OFMCap

Letture della
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.

Dal libro della Sapienza
Sap 11,22 – 12,2

 
Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
 
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
 
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
 

Seconda Lettura

Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 1,11 – 2,2

 
Fratelli,  preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
 
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Parola di Dio

Vangelo

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

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