fra Mario Berišić – Commento al Vangelo del 28 Luglio 2020

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Dentro i discepoli è nato il bisogno di sapere di più da quello che Gesù rivelava nelle parabole, che Gesù ha usato come esempio per alcune situazioni, così abbiamo bisogno anche noi dello Spirito di Gesù per farci conoscere le profondità del suo insegnamento : In quel tempo: Gesù lasciato la folla entra nella casa.

I discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: “Spiegaci la parabola della zizzanie nel campo”. Gesù non era sempre chiaro ai suoi discepoli, ancora meno per chi lo ascoltava qua e là, sebbene parlasse molto semplicemente. Coloro che entrano in relazioni più profonde con Lui hanno semplicemente il privilegio di saperne di più, infatti ai discepoli Gesù spiega alcune parabole in privato, soprattutto questa sul seme e la zizzania. Gesù spiega questa parabola in modo cristallino, noi siamo il seme della parola di Dio, il seminatore è Gesù Cristo che semina in noi la sua parola.

La zizzania è un male che ci opprime, che vuole consumare la nostra vita e tutto nostro impegno per il quale Dio ci ha dato la forza. Il seminatore delle zizzanie è il male o il diavolo. Il suo ruolo è di sterilizzarci e renderci sterili, in modo che Dio non possa mai nutrire gli altri con i nostri frutti. La raccolta è, come dice l’evangelista Matteo, la fine del mondo e di ogni vita terrena. Cosa possiamo estrarre utile per le nostre vite dalla parabola del grano e della zizzania?

Ciò che dobbiamo imparare è saper semplicemente essere pazienti, cioè convivere anche con il male. Se Dio non rimuove da noi alcuna zizzania, che sta soffocando il nostro frutto della vita, il nostro grano, allora lo fa perche vuole rendere il grano più forte e vuole che diventa ancora più solido e più grande.

Gesù ci ha dato la forza è il senso di vivere con la zizzania, cioè vivere alcune situazioni difficili, vivere con alcune persone difficili, vivere alcune malattie che sono l’immagine della zizzania.

Commento a cura di fra Mario Berišić OFMCap

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