fra Mario Berišić – Commento al Vangelo del 27 Novembre 2019

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Il mondo è quello che è, ha una sua logica ed è ben diversa da quella che Dio ci ha insegnato attraverso Gesù. Forse ci si sente spesso attaccati e perseguitati da questa logica, però non dobbiamo guardare questa situazione solo da un punto di vista negativo, perché anche noi diventiamo in quel modo uguali al mondo e alle persone che rifiutano insegnamento di Cristo.

La chiesa ha sofferto sempre da coloro che si davano diritto di perseguitarla proprio perché non agiva come il suo avversario. Un credente che si lamenta contro le persone che giudicano la chiesa, ma non soltanto contro loro, ma anche contro stesse difficoltà che incontra nella vita è un credente che è poco credibile perché probabilmente non testimonia la propria fede in Gesù nel momento in qui viene criticato, oppure attaccato. Non riesce vedere le difficoltà come una occasione per scegliere di agire come Cristo avrebbe fatto.

Se siamo davvero di Cristo non ci può stupire il fatto che la gente e il mondo ci perseguita, che le difficoltà interiori prima o poi si incontrano. Quando ci viene incontro una difficoltà non bisogna stupirsi e iniziare a pensare che questo non doveva capitarci, se siamo veramente di Cristo bisogna essere pronti a tutto.

Ma come si risponde alle difficoltà se non soltanto con la testimonianza della fede. Ogni situazione dunque, come direbbe mons. Mario Delpini, diventa una occasione per dare testimonianza della nostra fede, “della speranza che c’è in noi” (1Pt 3,15). Nella battaglia si conosce chi è veramente guerriero, chi non teme di morire per ciò che ama, così nella persecuzione e nelle difficoltà si riconosce se siamo veramente di Cristo, se ci fidiamo nel suo amore, non nelle nostre capacità di difendersi.

Gesù non ha bisogno dei credenti che hanno paura essere feriti, ma a bisogno dei credenti che si fidino anche quando sono feriti, provati, perseguitati.

Commento a cura di fra Mario Berišić OFMCap


Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21, 12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore