fra Mario Berišić – Commento al Vangelo del 2 Gennaio 2020

385

La domanda, “Tu chi sei”, posta dai farisei a Giovanni Battista, ci fa vedere cos’è Giovanni, però in stesso momento ci dice cosa dobbiamo essere anche noi. Questa domanda non ci chiede soltanto, dei dati personali, come nome, cognome, data di nascita, paese ecct. Questa domanda è più profonda e a volte ci crea la confusione?

Giovanni sa chi è, sa benissimo che non è lui il Cristo, non è nemmeno Elia e neanche uno dei profeti. Lui è la voce che grida nel deserto, la voce che risveglia l’altro e lo rimanda a colui che è più forte. Giovanni è reale, ha un immagine di se molto chiara, non usa falsa umiltà e non si umilia dicendo:”non sono niente” e nemmeno si esalta dicendo:”Sono io il Cristo”. Il nostro problema è spesso un’immagine sbagliata di noi stessi e di altri, anche di Dio.

O siamo capaci di umiliarci senza riconoscere il bene che Dio opera in noi, oppure ci esaltiamo così tanto che ci sembra di essere più che Dio. Noi, come Giovanni dovremmo gridare con la nostra vita nel deserto del mondo, che Cristo c’è, ed è qui. Non siamo noi Cristo, non siamo capaci nemmeno salvare nostra vita, figuriamoci quella degli altri.

Però dobbiamo diventare consapevoli che nostra vita è una voce, è uno strumento, è una indicazione che porta a Cristo, noi siamo un rimando a Cristo. Essere umili significa essere pienamente contenti di quello che siamo, non cercando di svalutare, né di ingrandire nostra esistenza.

Chi vive con questa umile consapevolezza di se, non permetterà agli altri di padroneggiare con la sua vita, tantomeno sarà lui il padrone della vita d’altrui. Cristo è solo uno, noi al massimo siamo quelli che portano gli altri, con la propria vita, a Lui.

Commento a cura di fra Mario Berišić OFMCap


Dopo di me verrà uno che è prima di me.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1, 19-28 Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Parola del Signore