fra Mario Berišić – Commento al Vangelo del 19 Novembre 2019

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Ciò che cambia un peccatore non è castigo, non è la prigione nemmeno fargli sentire sulla sua pelle il male che ha fatto lui stesso agli altri, ma solo l’amore. Molte persone ancora oggi sono come Zaccheo che desiderano incontrare qualcuno che si ferma nella loro casa, qualcuno che vuole conoscere le loro ferite e i loro disagi, le loro situazione e i loro vuoti che purtroppo erano riempiti con le cose sbagliate, e non scappa.

Desiderano sentirsi amati proprio là dove sono più feriti. Uno come Zaccheo è ferito da poca stima e probabilmente la ferita è nata quando non ha ricevuto l’amore nel momento in cui aveva bisogno, non era considerato. Non possiamo metterci a giudicare nessuno, come quella gente che mormora perché Gesù vuole andare a casa di Zaccheo.

Quella gente non soltanto mormorava contro Gesù, che comunque va oltre la cattiveria dell’uomo e riesce ad amare anche quando un suo fratello sta nel peccato, ma quella gente impediva a Zaccheo di vedere e di incontrare Gesù. Impedire alla persona di incontrare Gesù è più che un peccato, è uno scandalo, eppure ci sono dei credenti che si permettono a mormorare perché qualcuno entra in chiesa dopo tanto tempo vissuto nel peccato.

Anche se uno è ladro, anche se uno commette degli errori terribili, ha diritto di conoscere vero amore. In fondo chi può dire con certezza che è giusto? Ma è possibile che io e te siamo a posto? Siamo tutti come Zaccheo e questo è punto che ci deve aprire i cuori, cioè nessuno è giusto, perciò abbiamo bisogno di conoscere colui che è giusto e ama sempre! Tutti abbiamo sbagliato, e tutti siamo peccatori, ma ciò che ci accomuna di più è il nostro bisogno di essere amati anche quando sbagliamo.

Chi ci può garantire un amore così, se non solo colui che guarda oltre il peccato, colui che si vuole fermare nella nostra casa (anima) anche se dentro c’è un caos.

Commento a cura di fra Mario Berišić OFMCap

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19, 1-10
 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore