fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 30 Marzo 2020 – Gv 8, 1-11

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Vivere senza amore la vita ci porta a chiuderci a pura regola. Vivere la vita sentendoci non amati è vivere nel mare del pregiudizio e della condanna. Non sentirsi amati è sentirsi soli! Vediamo nel Vangelo di oggi che i farisei, coloro che non vanno oltre le regole, cioè sono senza l’amore, giudicano, vogliono condannare. Ma quando incontrano il Maestro, prima di tutto entrano in contatto con loro stessi.

“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.” Quando sei vicino alla luce, vedi tutte le tue macchie, vedi che nessuno è senza peccati, neppure tu. La pienezza della legge è l’amore. Gesù sempre mette davanti alle regole le persone. “Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?».

Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più.” Gesù rimane solo con la donna in mezzo. Un rapporto stretto, intimo con la peccatrice. Non la condanna, ma si abbassa per rialzarla. Incontrare Cristo vuol dire rimanere con Lui, anche quando gli altri ci giudicano, anche quando tutti se ne vanno. Tutto passa, tutti passano, solo Lui rimane. Possiamo essere giudicati, possiamo essere lasciati dagli altri, ma Lui ci sostiene. Si rivolge oggi a te, non ti condanno, vai e non peccare più.

L’incontro con Cristo di dona gli occhi nuovi, gli occhi dell’amore e non gli occhi della condanna. Ma che non diminuisce la Legge, non sono venuto ad abolire, ma a dare il complimento.

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