La bellezza di questo Vangelo è che Gesù ha consacrato la fratellanza. Noi per lui siamo tutti i figli di Dio. Tra di noi siamo fratelli.

Le nostre relazioni non hanno solo un valore orizzontale, ma anche verticale. La nostra fratellanza fondata sulla figliolanza. Vediamo anche che la parola di Gesù provoca gli interlocutori, la sua parola penetra i cuori.

Ma la libertà dell’uomo è il dono più grande. Si può dire anche di no. La loro intelligenza non riesce a comprendere le parole di Gesù e vogliono catturalo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Quando si vuole dominare Gesù con la nostra intelligenza, sfugge. Quando vogliamo chiuderlo nei nostri ragionamenti e nelle nostre idee, sfugge.

Lui è venuto a fare la volontà del Padre, non la nostra. È la volontà del Padre è che tutti siano salvi. Il nostro Padre sa che cosa è giusto per noi. sa cosa è la cosa migliore per noi. Non dobbiamo convincerlo in questo, ma dobbiamo lasciarli lo spazio che entri nel nostro cuore e che lo plasmi. Dio da noi non desidera i segni, desidera la nostra fedeltà alle piccole cose.

Vuole una vita come quella di Giovanni. Una vita che è indica l’Altro, senza grandi segni.

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