fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2020

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“E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti.”

Il male può essere così forte che prende tutta la persona, è così forte che ci fa immaginare questa scena così potente da sentire i brividi. Uno di folla si accorge che la persona posseduta deve portare da Gesù, si accorge chi è il vero Salvatore. La cosa che stupisce è che i discepoli con il mandato di Gesù a scacciare ogni male, non sono riusciti a farlo. “Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».

Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità.” Il vero problema sta nella fede di ogni persona. Il miracolo può avvenire solo se c’è la fede della persona che chiede. Vediamo bene che il padre del fanciullo chiede Gesù di aiutargli nella fede. Gli dice: Accresci la mia fede, aumentala, aiutami a fidarmi.

Questa è la preghiera più bella. Subito grida: Io credo, però non credo più. Credo una cosa: che tu aiuti la mia incredulità. Non è che io abbia grande fede, sì ci credo, però una cosa credo, non alla mia fede che è poca, ma al tuo aiuto, alla tua bontà. Questo è il primo miracolo di questo racconto. La cosa paradossale è che noi spesso più crediamo nella nostra incredulità che nella nostra fede.

È forse il momento di supplicare il Signore che ci doni la fede, che ci aiuti nella nostra incredulità. Questo ci insegna il padre disperato del fanciullo. La sua preghiera scaccia questa specie di demoni. La preghiera che passa dalla disperazione alla speranza.

Signore faccio mie le parole del padre: “Credo; aiuta la mia incredulità!”

Fonte


Credo, Signore: aiuta la mia incredulità.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 9, 14-29 In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». Parola del Signore