fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 2 Marzo 2020

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Il Vangelo di oggi è drammatico perché parla della fine della storia, anche della nostra. Ma è anche splendido perché ci aiuta vivere il presente con gli occhi rivolti verso il futuro, verso la Sua gloria.

Quando saremo davanti a Lui tutto sarà scoperto, tutto sarà rivelato. Non ci saranno le maschere. Vedere Dio faccia a faccia vuol dire vedere chi siamo noi, tutta la nostra esistenza, tutto ciò che abbiamo vissuto. “Signore, quando ti abbiamo visto.” Sia i cattivi che i buoni non sanno quando. Ma Gesù dà la risposta, adesso nessuno può dire che non lo sa.

Tutto quello che avete o non avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete e non lo avete fatto a me. Questo è il richiamo del brano di oggi. Riconoscere nei più piccoli, nei più lontani, nei più poveri il Signore e la sua presenza. Questo è il centro del cristianesimo, il prossimo. È il mistero del povero.

Gesù sulla croce avrà sete, sarà nudo, legato, ultimo di tutti. È noi nella nostra storia lo incontriamo nell’ultimo, non è semplicemente un modo di dire, ma è veramente presente il Signore! Vedere il volto dell’altro è il modo per uscire dall’nostro egoismo. Anche se forse non vedi la presenza di Dio nella tua vita, questo brano ci aiuta perché Dio è presente nel volto dell’altro, ci aiuta a scoprire la bellezza della sua presenza.

Credo che il cristianesimo sia proprio quel guardare l’Altro e l’altro. Solo uno che è libero dal proprio ego è capace di guardare oltre. La libertà ci dice cosa è il giudizio finale. Infatti il giudizio finale non lo scrive Dio alla fine, lo scriviamo noi, ora, nel presente, con ciò che facciamo verso l’ultimo.

Fonte

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Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 25, 31-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». Parola del Signore